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Lino Barbalinardo
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Recensioni

La ricca produzione artistica di Lino Barbalinardo -ed in maniera particolare quella più recente che comprende alcune interessanti retrospettive ed il carteggio dell’Omaggio a Pisticci- va sempre più liberandosi dai vincoli formali ed espressivi imposti dalla tradizione per dare pieno sfogo alla propria creatività. Questo, però, senza mai del tutto rinnegare i sacri ed inviolabili canoni pittorici sacralizzati ed imposti dall’universalità dell’arte.

Ne scaturisce un vivace connubio tra il classico e l’innovativo nel rappresentare la realtà ed il quotidiano, attraverso una “scrittura” spontanea ed il linguaggio delle emozioni diventa lo strumento utilizzato per creare immagini ricche di fascino e suggestioni. Lino Barbalinardo non è comunque artista d’avanguardia e di rottura, ma riesce a mettere in discussione con garbo e tatto alcuni codici visivi, mentali e linguistici che ormai sembrano appartenere al passato. Dalle sue tele si sprigionano delle energie spirituali che animano il suo mondo. Egli sa associare ad ogni tono cromatico un suono particolare ed una chiara sensazione emotiva, mostrando una particolare predilezione per le tonalità caldi e forti, alle quali applica una ben precisa idea ispiratrice che avvince l’osservatore. Per certi versi, la nuova produzione ricorda le opere del pittore neoplastico Piet Mondrian e la particolare corrente dell’Orfismo, fondata da Robert e Sonia Delaunay. Ma anche la luce e l’ombra diventano elementi fondamentali della rappresentazione artistica di Lino Barbalinardo che sfrutta sapientemente la fonte e la direzione di provenienza naturale per illuminare scene e paesaggi, risultato di uno studio scientifico della composizione e degli effetti visivi. I contrasti di luce vengono adoperati anche per conferire maggiore consistenza e volume ai paesaggi della terra lucana. Alla rappresentazione della dimensione mediterranea dei paesaggi, Barbalinardo perviene dopo una attenta fase di riflessione sul rapporto fra l’uomo e l’ambiente, non limitandosi a riprodurre solo ciò che vede ma esprimendo anche le emozioni che la natura suscita in lui. Da questa concezione deriva la lucida e razionale analisi del paesaggio, che fa di Barbalinardo un attento indagatore della campagna lucana nel variare delle stagioni, della luce e delle ore. Le sue composizioni si basano su dettagliati studi dal vero, cui si aggiunge la componente sentimentale che è il vero filo conduttore della sua arte e che gli ispira sensazioni sempre più nuove.


La pittura come mezzo espressivo per la riproduzione della realtà visibile. Lino Barbalinardo, artista lucano, traduce questa "filosofia" nelle proprie creazioni. I suoi paesaggi, caratterizzati da colori dominanti, distesi in infinite tonalità, in cui si inseriscono tenue tinte di diverso cromatismo, trasmettono emozione e poesia. Sono paesaggi intrisi di una particolare sensibilità d'animo e che ripongono con slancio nella natura la serenità e l'equilibrio senza tempo. Le tele di Barbalinardo evocano un chiaro impatto post impressionista. La pittura, in tale contesto, comunica l'esteriorità di suggestive visioni ma testimonia anche una armoniosa interiorità di contenuti. Un percorso che induce alla riflessione ed evidenzia nel contempo un ossequioso rispetto, un atto d'Amore, per la natura e la terra d'origine.

Donato Mastrangelo


Commento Critico sul componimento artistico a cura del

Dott. Flavio De Gregorio (Critico D’Arte - Alessandria).

 

“L’itinerario costruttivo, annunciante per trasparenza l’immaginazione scandita da incisive fughe, favorisce ai modelli evocativi il suggerimento a comprensive situazioni ambientali, nelle cui distese libere è intensamente certa la sentita vocazione naturalistica del pittore Lino Barbalinardo.

Diviene perciò indispensabile l’unione di eleganti timbri cromatici, incantevoli nelle prestazioni riassuntive tendenti al calcolo di esasperate beatitudini, reattive nelle percezioni e concepite talvolta come uno spirituale ancora inesistente ma, consapevole nella circostanza in cui; l’attenzione verso la luminosità e i suoi effetti, evolve la ricerca del Barbalinardo alla considerazione di efficienti forme provate e indipendenti, collocate in spazi dove, il proverbiale senso della solitudine diviene parte integrante di un ornamento nei cui fiori esplode l’armonica intesa della verità.”

 

Dott. FLAVIO DE GREGORIO

(Critico D’Arte)


Un’umanità fiera e silenziosa

 

Barbalinardo, a differenza di tanti postimpressionisti, non è un pittore ossessivo, visionario, allucinato: è un pittore concreto, realistico, di vigorosa radice contadina. Invano quindi si cercherebbero in lui visioni idilliche, edeniche, fiabesche o esotiche. Se è vero che ogni pittore naïf alimenta la sua immaginazione col sogno di un paradiso terrestre o celeste, con la fresca nostalgia di un regno beato, dove ogni dramma si trasforma in lucida favola, in apologo domenicale, in minuto e felice racconto, allora Barbalinardo non è un naïf, confitto com’è nella sua terra dura e sterposa, tra i suoi personaggi ispidi e nodosi. Primitivo è dunque una definizione più calzante, se alla parola si dà il senso di sentire primitivamente, cioè in maniera diretta, senza mediazioni e idealismi. Nella sostanza più autentica Barbalinardo è un pittore della natura. Essa appare benigna nei suoi quadri: è infatti una natura forte e tormentata quella ch’egli dipinge, una natura sassosa, con alberi rugosi e contorti, acque cristalline voli di gabbiani e anatre, che possiedono una loro intrinseca ragione di libertà. L’arte di Barbalinardo, come il suo mondo, è priva di sofismi: va dritta allo scopo, dall’emozione all’espressione. Ma è un’arte ricca, fervida, libera. Egli ha elaborato un linguaggio schietto e vivo, cosciente delle proprie possibilità, dotato d’insolita acutezza. Anche da questo punto di vista Barbalinardo non è quindi un candido, bensì un primitivo che sa il mestiere. Il suo segno è nutrito di segreta energia, il suo colore è acceso, le sue deformazioni hanno origine dalla veemenza del suo sentimento. Nella sua arte forse si intuisce anche un augurio: che gli uomini vivano meglio, ma senza dimenticare le loro radici.

 

Maestro Salvatore Miglietta


dal sito Internet:

www.tuttarteonline.it 

 

Mi sono trovato per caso a guardare le opere dell’amico Lino Barbalinardo e ho potuto costatare che ogni singola creazione era cosparsa della fantasia classica di un grande sognatore. Lino è Un pittore che canta, attraverso dei colori luccicanti e intensi, dolci melodie di tempi lontani che si materializzano su soffici strati di tela come scorci idilliaci dove tutti vorremmo stare anche solo per un momento, per superare così la caducità del mondo terreno. Sono i mondi variopinti della fantasia , è il canto di un bambino intento a volare a donare al colore quell'evanescenza che purtroppo oggi è diventata sempre più rara. Spero che Lino possa essere stimato a livello nazionale non solo da critici di grande fama ma soprattutto da noi osservatori e scrutatori delle fantasie più fervide. Sono felice di aver avuto la possibilità di conoscerti .                        Francesco Cairone


Hanno scritto per lui:

Prof. Giuseppe Coniglio (giornalista) - Prof. Carmine Grillo (giornalista) - M° Salvatore Maglietta (pittore) - Dr. Flavio De Gregorio (Critico d’Arte) - Prof. Giovanni Giannone - Prof. Raffaele Pinto - Dr. Antonio Lapadula - Vincenzo Maida (giornalista) - Giuseppe Cariglia (giornalista) - Romano Giovinazzi (giornalista) - Piero Piepoli - Rocco Melissa - Armando Albano - Giovanni Di lena (Poeta) - Amalia Marmo (poeta) - Bianca Rainone (poeta) - Donato Mastrangelo (giornalista) - Michele Selvaggi (giornalista) - Giacomo Salvemini (Cultore d’Arte) - Leonardo Attilio Franchini (pittore/poeta) - Pietro Martino (pittore) - Prof. Gianni Latronico (pittore/poeta/cultore d’arte) - Giuseppe Manitta (Accademia il Convivio) - Prof. Carla Marino (Ass. Cult. Art Rebels) - Francesco Cairone (curatore del sito internet Tuttarteonilne) -


Si sono occupati della sua arte le testate:

La Gazzetta del Mezzogiorno - La Nuova Basilicata - Il Quotidiano della Basilicata - Roma - Il Corriere del Giorno (TA) - La Spiga (Pisticci) - Il Pisticonia (Pisticci) - Il Metapontino (Pisticci/Bernalda) - Il Giornale Jonico (Pisticci) - La Spighettata (liceomagazine progetto CIPE n. 1 (unico) anno sc. 2002/2003).